Fondo Ambrosoli Zanchi

Fondi archivistico

Si tratta di un fondo costituito complessivamente da 311 documenti, datati dal 1825 al 1910, soprattutto lettere sciolte che hanno interessato la famiglia Ambrosoli, vissuta durante il XIX secolo, ma anche tre testi di poesia e due biglietti indirizzati a un destinatario.

La documentazione è articolata in due serie principali, intitolate l’una a Francesco Ambrosoli, e l’altra a suo figlio Filippo. Ad esse si trova aggregato un nucleo di carte sciolte comprendenti 28 documenti, come carte di battesimo, un albero genealogico della famiglia e varie biografie. Le lettere sono state ordinate a seconda del destinatario e in ordine cronologico; tra queste lettere indirizzate a Francesco Ambrosoli da parte di Cesare Cantù, Friederich Schlegel e Joseph Mozart, il nipote di Wolfgang Amadeus Mozart, Pietro Giordani e Niccolò Tommaseo; lettere di Solone Ambrosoli a sua madre, sonetti, lettere e biglietti, oltre a due carte in lingua francese.

Francesco Ambrosoli (Como 1797- Milano 1868) fu un letterato e intellettuale e scrittore italiano. Studiò a Como, Milano e Pavia, dove si laureò in Giurisprudenza. Verso il 1831 divenne impiegato stabile presso la Biblioteca di Brera. Nel 1841 ottenne la carica di supplente all’I. R. Università di Pavia e nel 1843 divenne Direttore dell’I. R. Ginnasio di Pavia. A causa di problemi dovuti al suo appoggio verso i moti d’indipendenza nazionali, gli vennero revocati gli incarichi a Pavia e solo nel 1862 venne rinominato Vicepresidente dell’I. R. Istituto Lombardo di Scienze, Lettere e Arte. Morì a Milano il 15 novembre 1868.

Filippo Ambrosoli (Milano 1823 – Napoli 1872) si laureò in Legge a Pavia e nel 1848 partecipò alla prima guerra d’indipendenza, dopo la quale venne nominato Procuratore di Stato a Mantova. Fece parte della commissione incaricata di comporre l’ordinamento giudiziario del Regno d’Italia e in seguito venne nominato Procuratore del re a Milano. Morì a Napoli il 19 agosto 1872.