ISTITUZIONI
Una realtà al tramonto: le corporazioni e i loro Statuti
nel Settecento milanese. Tra mestieri e professioni,
tra manifattura e commercio
Gigliola di Renzo Villata
Elenco generale delle università e corpi mercimoniali di Milano… secondo lo stato dell’anno 1772 . Milano, Archivio di Stato, Atti governo, Commercio, p.a., busta 259.
L’ELENCO DELLE ‘CORPORAZIONI’ DI MILANO AL 1772
Al 1772 risale l’elenco generale, qui riprodotto, conservato all’Archivio di Stato di Milano, delle Università e dei Corpi mercimoniali di Milano, questi ultimi non dotati di statuti autonomi: la lista ne contava decine e decine, dagli acquavitari ai calzolari, dai mercanti di calzette di filo ai mercanti di tutte le varie categorie merceologiche, dagli orefici agli spadari ai pattari (alcune vie di Milano sono un ricordo delle rispettive sedi): nell’elenco erano annoverati circa cento «Università e corpi mercimoniali». Nell’ambito del processo di riordinamento amministrativo e istituzionale, caratteristico del riformismo asburgico, che vide in pochi decenni cruciali cambiare la fisionomia dello Stato nei suoi organi e competenze, pure le corporazioni ne ricevettero i contraccolpi in tutto lo Stato di Milano. Nel 1786 nasceva la Camera di Commercio, destinata a raccogliere l’ ‘eredità’ delle antiche corporazioni ,dai beni mobili e immobili agli attivi e passivi, agli archivi di ciascuna, agli stendardi e alle chiavi delle sedi. Nel 1787 seguì lo scioglimento delle Università e delle Corporazioni di Arti e mestieri, dopo diverse altre soppressioni parziali degli anni precedenti, e il passaggio alle dipendenze del Supremo Consiglio di Economia. Rimanevano aperti molti problemi, come, ad esempio, la formazione degli artigiani, prima affidata al regime dell’apprendistato presso le singole botteghe degli iscritti alle arti.
__ Dal Pane 1940; Dal Pane 1958, p. 27; Sacchi Comneno 1940; Cipolla 1958, pp. 355-357; Merlo 1996; Mozzarelli 1988, pp. 163-186; Capra 2010; Almansi-Dester 2016