ISTITUZIONI
Una realtà al tramonto: le corporazioni e i loro Statuti
nel Settecento milanese. Tra mestieri e professioni,
tra manifattura e commercio
Gigliola di Renzo Villata
Statuta mercatorum Auri, Argenti et Serici , Mediolani, 1610
UNA RICCA CORPORAZIONE MERCANTILE: I MERCANTI DI ORO E ARGENTO
Il frontespizio che qui si riproduce introduce una raccolta di statuti di una categoria professionale nota per le ricchezze accumulate: preceduta dalle suppliche a Luigi XII (1501) per l’approvazione di regole già approvate dai precedenti duchi di Milano, rappresentano una ‘griglia stretta’ entro cui i mercanti sono obbligati ad operare in tutte le fasi della loro attività, compresa quella dei filatori che lavorano nel campo, obbligati anch’essi a rigidi protocolli per assicurare la qualità delle sete: sono tutte disposizioni che mirano a prevenire le frodi nel commercio, assai pericolose per la reputazione dell’arte e, dunque, per la commercializzazione all’interno dei confini italiani e all’estero. Sono presenti poi le norme riguardo all’organizzazione con la previsione di abati in carica per quattro mesi, scelti dagli abati dell’ultimo quadrimestre dell’anno precedente, consoli e sindaci, tesoriere e canepario, notaio. Particolare cura è messa nel disciplinare la giurisdizione esclusiva per questioni riguardanti la mercanzia con un rito sommario, una durata massima di venti giorni dall’introduzione della controversia salvo proroghe per validi motivi, l’intervento del consilium sapientis per controversie oltre un certo valore, una procedura d’appello, da esaurirsi in quindici giorni utili, e un’esecuzione rapida delle sentenze.
__ SVerga 1903; Romani 1958; Trezzi 1982; Rizzo 1986; Rizzo 1991; Frangioni 1998, p. 412; De Luca 1999; BEIC