ISTITUZIONI
Una realtà al tramonto: le corporazioni e i loro Statuti
nel Settecento milanese. Tra mestieri e professioni,
tra manifattura e commercio
Gigliola di Renzo Villata
Statuti ed ordini dell’Università de Tintori di seta , Milano, nella Stamperia di Francesco e Giuseppe Bolzani, 1758
I TINTORI DI SETA E LE LORO REGOLE ‘AGGIORNATE’
Il frontespizio che qui si riproduce introduce una raccolta aggiornata della disciplina dell’Università de Tintori di seta: si succedono nelle pagine di questi statuti le norme via via emanate con l’approvazione degli organi competenti per l’Università stessa: ai capitoli degli statuti cinquecenteschi riguardo alle cariche, agli obblighi stringenti di iscrizione nella matricola per esercitare il mestiere, all’apprendistato, regolato minuziosamente, si aggiungono le varie disposizioni dei secoli successivi. Fanno parte della raccolta anche i provvedimenti frutto delle decisioni intorno ai nodi spinosi dell’attività, quali, ad esempio, i rapporti tra la Camera dei mercanti e quella dei tintori riguardo alle condizioni dei loro rapporti contrattuali, necessariamente ispirati alla produzione dei migliori tessuti «affine che il credito del nostro mercimonio possa sempre più avvantaggiarsi conforme il volere del Principe, e l’aspettativa del pubblico, e per il benefizio dei marcanti» (1746): si mostra in tutta evidenza la relazione stretta tra un proficuo andamento della produzione manifatturiera e la conseguente vendita curata dai mercanti, tra interesse per così dire privato e quello pubblico al progresso dell’economia… La raccolta termina con un’ordinanza del 1754, a nome del Vicario del Tribunale di Provvisione Visconti Arconati, a risolvere un ulteriore controversia tra i tintori di seta e gli stampatori di filo e lana.
__ Verga 1903; Santoro 1955; Cipolla 1958, pp. 355-357; Frangioni 1998, p. 407 (n. 7126), 420 (n. 7375); BEIC