ISTITUZIONI
Una realtà al tramonto: le corporazioni e i loro Statuti
nel Settecento milanese. Tra mestieri e professioni,
tra manifattura e commercio
Gigliola di Renzo Villata
Capitoli o sieno Regole, che devono osservarsi dagli Ascritti nella Congregazione de’ Lavoranti Stampatori de Libri canonicamente eretta il giorno 18 Aprile dell’Anno 1728 , Milano, per gli Eredi di Domenico Bellagatta, [1728]
I LAVORANTI STAMPATORI E I LORO STATUTI DEL 1728
Dedicati a Carlo Stampa, nella raccolta sono contenuti i capitoli della Congregazione de’ Lavoranti e Stampatori di libri, costituita davanti al notaio previe le dovute suppliche al Senato milanese. Sono indicati nell’atto rogato da Antonio Gabriele della Croce, notaio collegiato «publicus, apostolica imperialique auctoritatibus», i nomi dei membri della Congregazione costituenda che hanno partecipato all’atto, compreso Giuseppe Richino Malatesta (alla fine i nomi di quelli che per legittimo impedimento sono stati assenti al rogito), gli obblighi dei membri, anche contributivi, secondo il modello osservato per questo tipo di aggregazioni, con attenzione alla solidarietà reciproca, molto enfatizzata; chi ha al suo attivo venticinque anni di esercizio continuato dell’attività è esonerato dal pagamento dei contributi se malato o ‘vecchio’ e in condizione di mendicare: le spese per il suo funerale rimangono a carico della Congregazione, chiamata pure a soccorrerlo con elemosine se le casse lo consentono. Non manca un obbligo di rendicontazione, gravante sul tesoriere o sui delegati, precisato nella distinzione delle voci, sì che non si mescoli, come è scritto, il denaro per uno scopo (le spese per i funerali dei membri defunti) con quello per un altro.
__ Santoro 1955, pp. 52-53, 56-59; E. Cattaneo 1961, pp. 681-687; Frangioni 1998, p. 412 (n. 7225); 423 (n. 7430); BEIC