ISTITUZIONI
Una realtà al tramonto: le corporazioni e i loro Statuti
nel Settecento milanese. Tra mestieri e professioni,
tra manifattura e commercio
Gigliola di Renzo Villata
Statuti dell’Università de’ Mercanti di Lione e Fiandra di Milano , nella stampa di Giuseppe Quinto alla Piazza dei Mercanti, 1700. Milano, Archivio di Stato, Atti di governo, Commercio , p. a., b. 259
I MERCANTI DI LIONE E FIANDRA DI MILANO E LE LORO REGOLE
Il frontespizio riprodotto a sinistra precede la raccolta di statuti di un’universitas , quella dei milanesi Mercanti di Lione e Fiandra.
Le norme che seguono sono in parte simili a quelle di altre corporazioni: è prevista l’elezione dell’Abate secondo un procedimento di primo e secondo livello, di due sindaci, di due tesorieri, di due cancellieri, di sei consiglieri. L’immatricolazione nell’Arte avviene secondo determinate procedure che assicurano la competenza del candidato, compreso l’apprendistato di cinque anni presso un immatricolato, tenuto a rilasciare certificato di avvenuta pratica; si prevede anche la successione di uno solo dei figli dell’immatricolato nella bottega previa ricognizione e pagamento di una certa somma.
Pure regolata la giurisdizione ‘privativa’ su determinate controversie insorgenti «per causa di mercanzia» tra gli immatricolati, come per l’esazione de crediti anche nei confronti dei non immatricolati.
Sono elencate, in un’ampia lista, le merci, nelle diverse categorie merceologiche del tempo, che gli immatricolati possono vendere. Si precisano anche gli obblighi degli immatricolati riguardo alla partecipazione ai riti funebri nel caso della morte di un iscritto all’Arte.
__ Santoro 1955; Frangioni 1998, p. 412 (nr. 7230); GBooks